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Cristina Scabbia, la dea sexy del metal
Cristina Scabbia, voce dei Lacuna Coil
Questa non è una storia, è una fiaba. La fiaba rock di un gruppo italiano che decide di suonare gothic metal e di andare a sfidare i giganti di questa musica, per niente italiana, a casa loro. E' la storia di una band che gioca la scommessa e vince. Loro sono i Lacuna Coil, amati negli Usa e nel resto d'Europa, tour continui e un ruolino di marcia impressionante. Ironia della sorte, il successo dalle nostre parti è arrivato dopo la conquista del mercato discografico estero.
Merito della caparbietà dei Lacuna, merito della loro cantante, un'autentica forza della natura che risponde al nome di Cristina Scabbia, proclamata nel 2006 "donna più sexy della scena rock". Di ritorno dall'ennesimo tour americano, Cristina ci svela i segreti di tanto meritato successo.
Mesi di inseguimento per questa intervista. Ragazzi, più indaffarati di voi ci sono solo i Rolling Stones!
"Non lo facciamo perché siamo cattivi (Cristina ride, n.d.r.), il fatto è che davvero non abbiamo un attimo di respiro. Anche quando pensiamo di riposarci, di tirare il fiato, ecco che esce fuori un nuovo tour, impegni promozionali, video da girare. L'anno scorso abbiamo suonato in tutta l'Europa, due mesi fa siamo stati in tour negli Stati Uniti. Inutile dirlo, è un momento bellissimo ma molto impegnativo. Ancora non riesco ad abituarmi a tanto affetto: mancavamo da un po' da Inghilterra, Spagna, Germania, ovunque i biglietti erano esauriti e la gente entusiasta".
Cristina, quand'è che comincia questa incredibile fiaba metal?
"E' proprio un'avventura fuori dal comune, ma va anche detto che dietro c'è un enorme lavoro nostro e delle persone che ci seguono da oltre dieci anni. Io poi non ho mai pensato di fare la cantante. A metà anni '90 lavoravo in una ditta che importava abbigliamento, amici musicisti mi chiesero di registrare delle parti vocali per i loro brani. Erano gli anni in cui il Comune di Milano finanziava l'ingresso agevolato dei musicisti negli studi di registrazione. Ma dovevi lavorare la notte o a tarda sera. Mi ricordo che uscivo dall'ufficio e via al Jungle Sound a registrare, poi magari dormivo tre ore appoggiata al tavolo dello studio. Prendemmo i nostri demo e li inviammo a quante più etichette discografiche possibile".
Che successe dopo?
"Arrivarono alcune risposte interessate, la più convincente di tutte dalla Century Media che tuttora produce e promuove i nostri dischi. Ricordo la serietà delle persone che vennero ad incontrarci. A settembre 1996 la prima firma sul contratto, due mesi dopo eravamo già in tour negli Usa. Da allora non ci siamo più fermati".
Vi riconoscete nella definizione di gothic metal band?
"All'inizio direi di sì, ora non tanto. Se per gothic si intende un certo tipo di rock oscuro, drammatico, con arrangiamenti anche orchestrali, direi che ci siamo. Ma soprattutto nei nostri lavori più recenti, tra cui l'ultimo album Karmacode, direi che siamo semplicemente una metal band".
La radio vi ha aiutati a far affermare la vostra musica?
"Senza radio non si va da nessuna parte. Noi abbiamo avuto la fortuna di essere entrati nelle grazie di una potente radio di Boston, di quelle che negli Usa pesano parecchio. Si innamorarono della canzone Heaven's A Lie e cominciarono a trasmetterla in continuazione. Il pubblico americano ci ha scoperti così e continua a seguirci con grande affetto. In Italia sarebbe stato impossibile. Troppo legati ad un certo pop stantio, oppure alle imitazioni di star estere".
Lei è anche stata proclamata "donna più sexy del rock" da riviste come l'autorevole Kerrang!, bibbia del metal. Si sente davvero una vamp del metallo?
"Sul palco sì, e mi ci diverto pure. Tra l'altro dopo il riconoscimento di Kerrang! sono arrivati quelli di molte altre riviste specializzate. Io amo giocare con la mia immagine, interpretare un personaggio sempre diverso, osare con il look. Ma nel privato sono diversissima: semplice, piuttosto coperta, non vado in giro con stivali fetish e boa di struzzo. Però sono convinta che la sensualità non sia questione di nudità esposte, è un dono personale, interiore. La cosa che più mi fa piacere è pensare che molte ragazze come me, che non sono alta 1,80 e non ho forme perfette, possano capire che per essere sexy non devi per forza avere il fisico da top model".
Si parla di una vostra rivalità con gli Evanescence, la band americana della cantante Amy Lee. Verità o montatura giornalistica?
"Per carità, nessuna rivalità. Ci accostano spesso perché entrambe le band suonano rock pesante e hanno una vocalist, ma noi siamo più cattivi e tosti, loro sono piuttosto commerciali. Senza dimenticare che sono arrivati parecchi anni dopo di noi".
Della collaborazione con Franco Battiato nel suo album Dieci Stratagemmi cosa ci può dire?
"Una delle cose più belle della mia vita. Io avevo inciso parti vocali su brani di dj amici miei. Durante il nostro tour in Europa nel 2004 mi arrivò la chiamata del management di Battiato e pensai ad uno scherzo. Io ho un'ammirazione totale per lui, per la sua originalità e cultura. Invece era tutto vero. Lavorammo a distanza, perché poi io stavo a Los Angeles e lui in Italia. Registrai le mie parti sui file che lui mi inviava. Ricordo ancora la sua mail a lavoro ultimato: "Eccezionale! Firmato, Franco Battiato". Mi tremavano le gambe dall'emozione".
Altre collaborazioni in vista?
"Ci sono, ci sono, top secret per ora. Posso solo dire che non riguardano musicisti italiani".
Quali sono le cantanti che l'hanno maggiormente influenzata?
"Oh, potrei fare così tanti nomi. Direi soprattutto le voci soul, amo la musica nera, mi emoziona da morire. Però apprezzo anche Madonna per la sua costante capacità di rinnovarsi. Adoro Ofrah Haza, la cantante yemenita scomparsa. Non mi metto limiti di stile, se la musica è bella e mi colpisce, mi lascio catturare. Tra i musicisti che mi piacciono, ad esempio, ci sono i Subsonica, Elisa, Le Vibrazioni e i Rezophonic. Fra gli stranieri in questo momento metto i Muse e gli Audioslave".
Nel poco tempo libero che le lascia il lavoro di musicista come trascorre le giornate?
Amo stare con gli amici e la famiglia, cucino, sto a casa e dormo molto. Tra l'altro ho il fidanzato negli Usa, James Root degli Slipknot, dunque faccio tutto il possibile per stare insieme a lui. Il sonno è importante per ricaricare le energie. Anche in tour mi impongo molta disciplina: non bevo, mi riposo, mangio bene. Chi viene a vederti ha diritto di vedere il migliore show possibile, glielo puoi dare solo se sei al cento per cento della forma".
Una curiosità: ce li vede i Lacuna Coil, trionfatori italiani all'estero, sul palco di Sanremo?
"Mio Dio, no (ride). Sanremo è davvero l'ultima cosa a cui penso. Tra l'altro contribuisce a perpetrare nel mondo la nostra immagine di italiani col baffo, lo spaghetto e il mandolino, stereotipati e malinconici. Niente di meno adatto, per noi. Meglio i tour, che da marzo riprendono negli Usa, poi a maggio saremo in Germania e in altri Paesi europei. Ci vediamo on the road!"
Cristiano Sanna
 
 
 
 
 
 
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