Di voci sinistre sul conto di
Adelmo "Zucchero" Fornaciari, ne girano diverse da parecchio tempo. Si dice che sia intrattabile, che copi a piene mani da altri artisti, che si attribuisca meriti che non ha. Ma si sa com'è l'ambiente musicale: velenoso e percorso da invidie al cianuro. Quando però a parlare è il tuo ex manager, quello che ti ha seguito dall'inizio della tua ora fortunatissima carriera, il gossip si avvicina alla realtà dei fatti. Salvo incontrovertibili prove a tuo favore.
A parlare è
Michele Torpedine, scopritore di Andrea Bocelli e determinante nel corso degli anni anche per le fortune dello stesso "Sugar". Proprio Bocelli ha riportato a galla antiche ruggini tra i due, e provocato la risposta a mezzo stampa di Torpedine. Parlando con i giornalisti del
Cornetto Festival, in cui il sedicente "re del blues" sponsorizza una campagna a favore dei giovani musicisti, Zucchero si è accreditato la scoperta di Bocelli. Mai l'avesse fatto, ecco la replica di Torpedine: ""L'ha scoperto lui? In verità ero solo quando nel '93 a Philadelphia portai il provino di Andrea a Pavarotti per fare il duetto con Zucchero su
Miserere.
"Quando dopo averlo scoperto in un pianobar, portai Bocelli a Sanremo" prosegue il manager, "chiesi a Zucchero se voleva produrlo lui, mi rispose: fallo tu, non è una cosa mia, è un po' patetico e triste". Non è finita qui, Michele Torpedine parla anche della canzone Il mare calmo della sera, che sarebbe stata scritta da Zucchero proprio per Bocelli: "Zucchero dice di averla scritta lui. L'ha presa da una ragazza toscana, Gloria Nuti. Le disse: non firmarla perché altrimenti tu da Torpedine e dalla Sugar non ci andrai mai, la porto io". Alla faccia dei giovani talenti musicali da valorizzare.
Un altro motivo per cui Zucchero è famoso sono i suoi duetti con stelle internazionali della musica. Anche su questo punto Torpedine spara un missile di quelli da diciotto megatoni: "Quando gli ho proposto Miles Davis per i duetti non sapeva neanche chi fosse. Mi ha chiesto: ma sa suonare?". Gran finale con parole incendiarie circa i look del bluesman emiliano: "Ora va con la poltrona di Salomon Burke a suonare dal vivo, ma è vestito come Augusto Daolio dei Nomadi. Prima copiava Joe Cocker, poi è stata la volta di Bono Vox. Si definisce il re del blues: semmai del soul, non capisce nemmeno la differenza".
Mentre si attende la replica stizzita di Fornaciari, Torpedine motiva così il suo sfogo: "Anche in passato Zucchero ha fatto dichiarazioni di questo tenore, ho sempre lasciato perdere, ma ora basta. La cosa allucinante è che in tutto il mondo è uscito il libro di Bocelli in cui ci sono tre pagine dedicate a me, in cui spiega come l'ho scoperto. O Andrea racconta delle bugie o è Zucchero che le racconta. In un'intervista ha anche detto che lui, Vasco e Ramazzotti sono una cosa precisa, gli altri tutti surrogati. Parla proprio lui, che ogni anno cambia immagine".