Ian Curtis con la figlia Nathalie, poco tempo prima della morte del musicista
18 maggio 1980, Ian Curtis pende dal soffitto della cucina di casa sua, a Manchester. Finisce così il suo malessere esistenziale e fisico, finisce la storia dei Joy Division e comincia la leggenda. Maggio 2007, il fotografo e regista di videoclip Anton Corbijn (U2, Depeche Mode) annuncia di aver terminato il film
Control che ripercorre la breve e folgorante meteora della band che ha segnato il passaggio tra la scena punk e quella new wave, mettendo insieme anche il pubblico dark e goth.
Control sarà presentato al Festival del Cinema di Cannes (16-27 maggio) e dopo la presentazione della pellicola si terrà un grande party che vedrà la partecipazione di Bono Vox, Depeche Mode e New Order, ex compagni di Curtis nei Joy Division. A interpretare Ian è Sam Riley, nei panni della moglie Deborah (autrice del libro Touching From A Distance su cui si basa il film) c'è l'attrice Samantha Morton.
La storia dei Joy Division (nome preso dalle "divisioni della gioia", ovvero le baracche femminili nei campi di concentramento, dove le donne recluse erano oggetti sessuali per le voglie delle Ss) comincia il 20 luglio 1976 durante un concerto dei Sex Pistols a Manchester. Lì si incontrano il giovanissimo Ian Kevin Curtis e Bernard Sumner (chitarra e voce), Peter Hook (basso e voce) e Terry Mason (batteria e voce), che all'epoca suonavano insieme negli Stiff Kittens, senza alcun successo.
Curtis si unisce a Sumner e Hook, più tardi arriva il batterista Stephen Morris e i Joy Division trovano il loro assetto migliore. Grazie all'amicizia con i Buzzcocks e ad alcune esibizioni che fanno sensazione (una su tutte, quella a fianco ai Cure nel marzo 1979, al Marquee di Londra) il gruppo si impone all'attenzione generale. Complice un sound aggressivo, ipnotico e lancinante, dove la tecnica è ridotta al minimo e la musica è al servizio delle metriche esistenziali, cupe e disperate di Ian, dei suoi movimenti sconnessi. Più tardi si scoprirà la gravità dell'epilessia di cui soffre il cantante, malattia che tenta di esorcizzare con le droghe, vivendo perennemente sul filo del crollo psicofisico.
Escono i dischi Unknown Pleasures e, soprattutto, Closer (1980), con le stupende foto di copertina che ritraggono le statue del cimitero monumentale di Staglieno (Genova). Tutto è pronto per il grande lancio, la consacrazione con il tour americano in partenza il 20 maggio 1980. Ma due giorni prima del salto oltreoceano, Ian Curtis decide che ne ha abbastanza. Fuori controllo la sua malattia, fuori controllo la tossicodipendenza. Ian convince la moglie Deborah a dormire dai genitori con la figlia Nathalie, con calma guarda il film La ballata di Stroszek di Werner Herzog e ascolta l'album The Idiot di Iggy Pop, poi fissa la corda ad un attaccapanni in cucina e pone fine alla sua vita. I Joy Division diventano New Order, Ian diventa un mito.
Cristiano Sanna